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Genitore – Sport Manager di Serie A
Gestire in campo il duplice ruolo di Genitore e Dirigente Sportivo: sfide e strategie

di Francesca Dessena
In un’ottica di visione globale d’immagine sportiva i genitori e gli atleti dovrebbero essere tutti uguali, come la legge è uguale per tutti. Uguaglianza? Favoritismi? Meritocrazia sportiva?
Queste saranno le parole chiave di questo articolo.
Può un genitore essere contemporaneamente anche il Manager Sportivo del proprio figlio atleta? Certo che sì! Ma quali sono le sfide e le strategie da superare ed elaborare in
campo?
Analizzeremo insieme a Voi lettori, degli spunti di riflessione nell’ambito della psicologia sportiva.
Quale ruolo assolve il genitore nello sport?
Dopo molteplici definizioni del ruolo genitoriale, partiamo dalle basi, con la definizione etimologica di “Genitore”: Come colui che genera o ha generato, quindi il padre e la madre. Definizione, nella sua semplicità, di una straordinaria bellezza emotiva. Genitorialità intesa non solo come accudimento fisico, ma come una presenza attiva che riconosce l’unicità del proprio figlio e lo guida a sviluppare la propria identità.
Quello tra genitore e figlio, è un legame che trasforma la cura in sguardo e contenimento fisico ed emotivo (Holding), come ambiente primario facilitante lo sviluppo del Sé (Winnicott D.W.,1971) fondamentale per la salute emotiva del figlio.
Ognuno di noi porta con sé lo sguardo del proprio genitore. In quello sguardo è racchiusa tutta una singola vita di emozioni.
Ogni atleta cerca e riconosce in campo, lo sguardo di suo padre e sua madre, che può manifestare fiducia. Lo sguardo genitoriale comunica e trasmette: – Io mi fido di te!
Come tale, una delle frasi più potenti in ambito sportivo che possono generare autostima, favorire l’iniziativa in campo e l’autonomia dell’atleta. Durante lo sviluppo dell’Intelligenza
Emotiva (Goleman D.,1995) l’atleta imparerà a interiorizzare quello sguardo genitoriale, come abilità sociale e simbolo di fiducia sportiva.
In seconda istanza chi è il Manager dirigente Sportivo? Si evidenzia la figura dello Sport Manager, ai vertici del settore sportivo, come responsabile dell’amministrazione e della gestione delle organizzazioni sportive. Elabora le strategie di potenziamento e i piani d’azione di una squadra sportiva. Con orientamento alla leadership: include la pianificazione sportiva strategica di trasferte e allenamenti, il reclutamento e la gestione degli atleti, oltre che la cura digitale e la negoziazione con gli sponsor, la stampa, i media e altri stakeholder.
Il Manager Sportivo cura gli aspetti finanziari e legali di una squadra. Il genitore svolge il ruolo di curare e contenere il proprio figlio atleta. Il padre o la madre in ambito sportivo può essere anche lo Sport Manager del figlio atleta. Entrambi i ruoli hanno delle competenze trasversali comuni o ci si auspica di porre l’impegno nel loro sviluppo, di assemblarle e coltivarle nello sport: empatia, capacità relazionali e comunicative, autocontrollo e stabilità emotiva.
Secondo il modello di Fredricks ed Eccles (2004), i Genitori Managers Sportivi rappresentano tre pilastri specifici nello sport: sono Fornitori, Interpreti e Modelli di ruolo. Fornitori di Opportunità (Providers):
- garantiscono supporto logistico e finanziario (pagamento della retta sportiva, trasporti, attrezzature) quindi sostengono la continuità dell’attività sportiva, intesa come investimento e opportunità di crescita del figlio atleta.
Interpreti di Esperienze (Interpreters): - guidano e aiutano il figlio a dare significato alla costanza sportiva, nell’elaborazione delle vittorie e delle sconfitte. Un genitore interprete stimolante, sposta e centra il focus sul processo, ovvero sul miglioramento sportivo e sull’impegno riposto nello sport, piuttosto che solo sulla vittoria o sul risultato finale della performance.
Modelli di ruolo (Role Models): - trasmettono credenze, valori sportivi e gestione delle emozioni al proprio figlio atleta. I genitori sono portatori di esempi sportivi con i loro comportamenti e atteggiamenti di ruolo in campo.
Il modello sopra citato suggerisce quanto sia di fondamentale importanza, sviluppare un equilibrio tra un ruolo puramente logistico ed economico come quello dello Sport Manager e il ruolo educativo e di supporto genitoriale, nei confronti del proprio figlio atleta. È necessario adoperarsi per la promozione di un clima sportivo con focus sulla motivazione, basandosi sull’impegno costante, sull’apprendimento di nuove competenze e abilità sportive del figlio atleta, riducendo l’insorgere del burnout nello sport (Self Determination Theory, Deci e Ryan, 2017).
Mentre l’eccessiva focalizzazione sulla performance sportiva e sul risultato aumenta il rischio di sviluppare pressioni in campo vissute dal figlio atleta, che se non gestite consapevolmente e nelle tempistiche adeguate, possono determinare l’aumento di rischio di abbondono sportivo precoce.
Nella crescita sportiva di un atleta incide o ha inciso profondamente, la relazione che esiste tra lui e il suo genitore (Brown et al.,2018; Clarke et al.,2016; Dorsch et al.,2016).
Essere il Genitore Manager Sportivo del proprio figlio atleta è sicuramente una sfida di vita impegnativa e di grande responsabilità, che con le adeguate strategie e il supporto psicologico sportivo, può portare a un importante contributo di crescita sportiva, se si sceglie di assumere entrambi i ruoli con la consapevolezza di perseguire i principi di meritocrazia sportiva e di Fair Play, evitando di intraprendere la strada dei favoritismi sportivi.
Francesca Dessena
Psicologa dello Sport
Delegata Regionale FIPsiS Sardegna




